Il cerchio delle antenate e
l’albero degli insegnamenti

Maggio 19, 2019 414 Visite Caterina

questo articolo è per Te, e per le sei antenate prima di me1

 

C’è un viaggio che si ripete circolare e circoncentrico e che ci attraversa nello scorrere degli eoni, è il viaggio delle nostre antenate. E poi c’è un luogo in cui possiamo incontrarle tutte, quel luogo siamo noi.

Siamo soliti pensare agli antenati e alle antenate come a qualcuno che non c’è più o che appartiene alla nostra storia e non agisce più. E così non è. Pensiamo che gli insegnamenti siano sezionabili e differenziati, la nostra famiglia e gli altri. Ma la genealogia è un sistema estremamente complesso che al filo originario ci conduce lontanissimo e arriva a includere tutta la terra, ivi comprese le nostre madri più antiche e ancestrali, le piante, slegate dal nostro sangue ma non dalla nostra specie.

Le nostre ave sono le nostre radici antiche in tutte le forme esse si siano manifestate a noi e ancora si esplicitano nell’ascendenza, fondendosi in noi attraverso la nostra memoria e il loro insegnamento. Ogni volta che una nostra antenata muore passa a noi un testimone.

Ma se avessimo una lente di insieme cosa potremmo vedere? Solo una piccola, microscopica porzione in un flusso infinito come questa:

 

 

 

Il cerchio che non muore mai

 

Siamo un cerchio dentro un cerchio, senza inizio e senza fine

 

Questa frase racchiude il più saggio degli insegnamenti che non solo specchia il procedere della nostra vita ma anche quello dell’esistenza.

La morte è un’anima meravigliosa che si manifesta in tutta la sua forza e inappellabilità. Ogni anima su questa terra vi si confronta prima o poi.

Ma ciò che muore non muore mai.

Lungo il cammino gli insegnamenti restano nella nostra intima memoria, nel nostro inconscio e vivono perché noi siamo vivi e attraverso la freccia del futuro continueranno a vivere. 

 

L’albero delle antenate della terra

 

In quel flusso continuo, insieme alle nostre antenate di sangue, si mischiano tra loro le visioni delle donne grandissime che hanno penetrato la nostra anima dopo aver influenzato nei secoli la contemporaneità delle nostre antenate.  Esse attraverso di noi conducono ancora e ancora la loro grande missione sulla terra.

Mi perdoneranno quindi i miei avi se a questo giro proverò a illuminare i soli volti del ramo femminile, per guardarlo da una prospettiva inaspettata.

 

I sospesi della nostra genealogia

 

illustrazione di Sveta Doosheva

Quando scendiamo sulla terra siamo magnifiche tele bianche che vengono dipinte dalla vita e dalla nostra famiglia. Il rifiuto della nostra genealogia è legato primariamente al rifiuto di parti di sé. Questo perché sono i nostri avi che hanno plasmato gli insegnamenti nel nostro spirito, che hanno costruito la nostra iniziale visione del mondo.

L’analisi del nostro albero è un viaggio avventuroso che ci implora di superare paure, blocchi, fili ingarbugliati, nodi e condizionamenti che sono appartenuti ai nostri antenati e alle nostre antenate. 

Perché i nostri avi ci lasciano in eredità molte cose, insegnamenti si, ma anche compiti lasciati in sospeso, loro aspirazioni che devono essere compiute.

Attraverso le nostre radici continueranno a crescere e ad agire sulla terra.

La consapevolezza dell’albero è uno strumento potentissimo. Superando i sospesi delle antenate liberiamo tutte le generazioni passate e future da compiti insospettabili.

 

 

La direzione dell’albero

 

Siamo un solo essere in un’immagine simbolica inconscia che da sempre ha rappresentato la famiglia (nel senso micro), la famiglia umana (nel senso macro), la famiglia della Terra (nel senso universale). L’amore è fatto di radici, rami e foglie, noi siamo tutto questo.

Noi siamo l’albero.
L’albero non può essere visto come una linea orizzontale ma a spirale dove le storie si ripetono e mutano.

 

E vita dopo vita, mutamento dopo mutamento, le stelle continuano il viaggio. Ogni volta che risplende nel cielo una nuova antenata qualcosa ci viene lasciato, scopriamo cosa!

 

Creare l’albero delle antenate: gli insegnamenti

Proviamo a disegnare un albero compreso di terra, radici, tronco, rami, frutti.2 

Iniziamo dalla terra dove posizioneremo i nomi delle donne dell’umanità: maestre, insegnanti, guerriere, scrittrici a noi care ma anche nostra madre, le nostre amiche, coloro che nella nostra vita sono state portatrici di femminile. Poi le radici dove riportiamo i loro insegnamenti, le loro parole che hanno significato per noi un insegnamento.

Poi passiamo al tronco, dove scriveremo le frasi e i nomi (se vogliamo) di chi ci ha liberato dai tabù sessuali, spirituali o paure legate al femminile. 

In seguito i rami che collegati al cielo rappresentano i messaggi delle nostre antenate. Trascriviamo all’interno dei rami i loro messaggi. E infine il frutto in cui trascriviamo il dono delle antenate e delle donne dell’umanità da cui abbiamo raccolto il frutto.

 

 Questo luogo meraviglioso di abbondanza siamo noi.

Eccone un esempio illustrativo:

 

Creare l’albero delle antenate: i compiti sospesi

 

Dopo che avremo ben chiara quale l’eredità delle nostre antenate saremo pronti per affrontare l’altro albero, il più duro, dove si gioca il gioco più ruvido. E’ il luogo dove ci sono le paure, i blocchi, i nodi, i condizionamenti trasmessi.

Disegniamo lo stesso modello ma questa volta nella terra posizioniamo i nomi delle donne dell’umanità e del mondo che ci hanno trasmesso credenze sabotanti, dubbi, paure, blocchi.

Scriviamo nelle radici quelle paure, quei compiti sospesi, quelle difficoltà ancora vivi in noi. Riscriviamo nel tronco le frasi di chi ci ha liberato da tabù e paure e arrivati ai rami scriviamo i compiti sospesi lasciati in eredità dalle nostre antenate. Non hanno concluso gli studi? non hanno mai perdonato qualcuno?

Da ultimo ecco i frutti: le sfide che vi chiedono di superare.
Adesso perché non usare gli strumenti che ci sono stati donati per superare queste sfide?

 

Onorare gli antenati

 

Una volta compiuto l’albero, fermatevi a riflettere su quanto del mondo c’è dentro di noi. Quanto di tutte le anime che sono scese su questa terra sta ancora compiendo la propria missione, e onoratele dei loro doni e delle loro sfide. Chiedetevi infine, quali frutti stiamo lasciando al nostro futuro?

 

 

 

 

 

 

 

 

Note:

  1. Citazione alla dedica Alche Nero parla di John G. Neihardt. “Ciò che è buono in questo libro è restituito ai sei avi e ai grandi uomini della mia gente”. 2.
  2. Per la creazione dell’albero ho seguito la traccia di Carla Badrubi da: https://www.naturagiusta.it/benessere/eredita-mestruale-lalbero-delle-antenate/ 

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