Il simbolismo del corvo tra magia e predizione

18 Gennaio, 2018 17133 Visite Caterina

 

 

Il corvo fa parte di quella serie di immagini oscure che richiamano in noi una grande inquietudine.

La maggior parte di queste immagini sono riconducibili alle più profondi e comuni paure degli uomini, il buio, l’ignoto, l’incomprensibile, lo sconosciuto e la morte a cui si rifà la simbologia del corvo.

Sentire il gracchiare di quest’uccello richiama in noi la sensazione di un presagio funesto, e guardarlo negli occhi ci fa sentire letti dentro, come se potesse scrutare il nostro interiore.

 

Il significato simbolico del corvo

 

Per dare una spiegazione simbolica agli animali che appaiono nella nostra vita, la prima cosa da fare è osservarne il comportamento.

Il corvo è un animale estremamente intelligente, ha una buona memoria e sa prevedere le situazioni. Nonostante sia poco socievale è grado di adattarsi perfettamente ai vari contesti sociali. È un animale molto famelico e insaziabile, mangia qualunque cosa persino le carogne.

È una vera e propria guardia. Costruisce i nidi sulla cima degli alberi e sorveglia dall’alto tutto ciò che accade nel proprio territorio come una vera e propria sentinella.

Quando appaiono intrusi o minacce è solito fare un gran chiasso con la sua voce riconoscibile tra tante per avvisare le altre specie del pericolo imcombente.

La voce del corvo è una delle caratteristiche più importanti di questo animale, per la quale è annoverato nella lista degli animali canori. Possiede un linguaggio molto preciso, gracchia in modi diversi e dal suo ascolto è possibile imparare ciò che dice.

È in grado di dedurre dal contesto che sta vivendo i comportamenti di chi gli sta intorno, immaginando possibilità e agendo preventivamente di conseguenza.

Inoltre, pare che i corvi modifichino il proprio volo in base ai cambiamenti del tempo, e siano in grado di comunicare l’arrivo di piogge, venti o tornadi.

 

Il significato oscuro del nero del corvo

 

Il colore di questo animale è emblematico e duplice. Se infatti il nero è riconducibile alla morte e dunque alla fine, rappresenta anche il colore del principio, basti pensare al buio primordiale da cui nasce il tutto o al buio dell’utero materno.

Sebbene sia un animale diurno, con il suo colore ci rinvia ai significati profondi della magia e del misticismo.

D’altronde il nero della morte è la premessa al rinascere in una nuova forma. Il cambiamento che deriva dalla fine di qualcosa è il processo doloroso della rinascita. Il passaggio a questo nuovo io, è tipico delle morti iniziatiche da cui deriva l’auspicato risveglio interiore.

Sulla base di questo il corvo ha conservato in se opposti significati e simbologie creando attrazione e repulsione allo stesso tempo. Questi doppi significati lo rendono contemporaneamente un animale solare e notturno.

A dispetto di ciò che si è soliti pensare dunque è visto da molte tradizioni in doppia chiave di lettura, e non a caso è sempre stato usato quale fedele compagno di divinità o rappresentazione divina di dei e dee.

Le sue luminose piume nere e i suoi occhi, zampe, artigli e becco scuri hanno associato la sua reputazione a figura oscura e sinistra. Eppure quest’animale tanto scongiurato è una porta d’accesso ai luoghi più bui di noi stessi e per questa ragione è sempre stato rispettato e onorato.

 

 

Il corvo e il legame con la morte

 

Le ragioni oscure del corvo e il suo legame con la morte sono riconducibile alla sua fama di animale insaziabile che lo porta a nutrirsi anche di carcasse umane e animali. La prima cosa che ingurgita dei corpi sono le orbite oculari per poterne estrarre il cervello.

Per capire meglio il legame tra il corvo e la morte dobbiamo saltare indietro nel tempo quando dopo le guerre, i corpi esanimi dei soldati rimanevano per giorni nei campi.

L’odore del sangue attirava enormi stormi di corvi che inquietavano la povera gente superstiziosa che rimaneva a guardare.

A questi episodi si aggiunsero le carestie e la peste in Europa, in cui a causa delle malattie e della fame carcasse di uomini e donne ingombravano le strade per settimane.

Lo spettacolo a cui dovevano assistere i sopravvissuti era di migliaia di corvi appollaiati su questi corpi morti per nutrirsene, senza contare che spesso attratti dall’odore dei corpi riuscivano ad entrare nelle case.

L’attrazione del corvo alle carcasse lo ha segnato come portatore di sventura, rendendolo indissolubilmente legato alla morte.

Il collegamento del corvo con la morte è ancor più reale se si pensa al comportamento degli stormi che a seguito della morte di un proprio simile vi sorvolano per moltissimo tempo gracchiandogli intorno in maniera del tutto singolare.

 

Come interpretare la presenza del corvo?

 

Il corvo è un animale mitico, ed è stato protagonista in moltissime culture. Essendo l’umanità influenzata da diverse tradizioni, osservare le simbologie di popoli diversi può aiutare a delinearne il simbolismo con più accuratezza.

 

Trasformazione

 

Nella tradizione ermetica il corvo rappresenta la nigredo, la prima fase alchemica della Grande Opera, la morte iniziatica o fase di decomposizione e putrefazione degli elementi.

Questa fase è come il caos primigenio. In questo stadio tutti gli elementi sono mischiati tra loro in un’unica soluzione perché possano poi ricomporsi e dare vita a nuove forme. Ciò implica la morte dell’io, e di tutti i falsi desideri ad esso connessi.

Per queste ragioni dalla tradizione ermetica se ne deduce un significato di tipo trasformativo.

 

Guardiano e custode

 

Se si guarda alla mitologia nordica invece il corvo affianca il grande dio Odino, divinità tanto potente quanto terrificante. Questa divinità era sempre accompagnata da due corvi chiamati Huginn pensiero e Muninn memoria.

Questi due corvi avevano il compito di uscire all’alba, sorvolare la terra e riportare all’orecchio di Odino tutto ciò che avessero visto. Erano messaggeri del dio.

Per i popoli nordici i corvi erano animali saggi di grande virtù. Considerati animali duali: da un lato erano collegati a saggezza, preveggenza e lungimiranza, dall’altro alla morte.

L’interpretazione del corvo dei popoli scandinavi è allineato con il tipico comportamento del corvo che include da un lato la sorveglianza del territorio e la sua acuta capacitá di osservazione in qualitá di guardiano e custode, dall’altro l’uso della parola come profezia essendo un animale canoro.

 

Profetico e psicopompo

 

Anche per i celti il corvo era un animale di grande considerazione. Era sacro alla triplice dea irlandese Morrigan, dea della guerra, e alla dea gallese Brawen, gurdiana di Avalon, oltre che agli dei solari Lugh e Bran.

Lugh era considerato il dio della profezia ed essendo il corvo prediletto da questa divinità e sottoposto al suo volere, era considerato un animale profetico, ragion per cui la divinazione avveniva attraverso l’osservazione del volo dei corvi.

Nonostante il suo nero corvino era un animale celeste che conosceva profondamente l’animo umano e il consciosuperconscio dell’umanitá, per questo motivo era considerato di enorme saggezza.

Un’altra divinità legata ad esso era la triplice dea Morrigan che tramutava in corvoSi diceva che la sua presenza nelle battaglie servisse a incitare i contendenti e infine ad accompagnare gli spiriti degli sconfitti nell’aldilà. In questo senso assolveva al ruolo di animale psicopompo.

Presso i celti il corvo non era solo un simbolo di morte ma anche divinatore e traghettatore.

 

Protezione e cambiamento

 

Un altro popolo che ebbe profonda devozione per il corvo fu quello dei nativi americani per cui secondo una leggenda della tradizione quiche sarebbe responsabile dell’origine del mondo. Per i nativi il corvo proteggeva dalla magia nera e dalla stregoneria, ed era in grado di prevedere gli eventi.

Per questo popolo il corvo era l’animale dello sciamano che appariva in sogno per scuotere gli animi e cambiare una realtá bloccata.

Il corvo ampliava la proprio coscienza ed era in contatto con il grande Spirito, possedeva la conoscenza del mondo e dell’umanità. Era il simbolo della trasformazione e della metamorfosi.

 

 

Significati inconsci del corvo

 

Il corvo è il portavoce dell’inconscio, è simbolo del difficile mutare della vita, di un cambiamento inteso che ci troviamo a vivere o della paura di affrontare un avvenimento difficile.

La sua presenza è intesa sia come una manifestazione dell’inconscio che fa emergere contenuti ed eventi rimossi che ora ci troviamo a guardare negli occhi, sia come un messaggio importante inconscio che vuol essere ascoltato e compreso.

Jung interpretava il corvo come il lato oscuro della psiche, che manifesta questioni della nostra vita che non siamo disposti ad affrontare.

 

L’arte della coracomanzia

 


La coracomanzia dal greco κόραξ corvo, era una pratica di divinazione degli etruschi facente parte della più estesa branca dell’ornitomanzia.

Questo tipo di divinazione avveviva per mezzo dei corvi osservandone i comportamenti, il gracchiare e il volo.

I greci avevano identificato 64 richiami differenti del corvo e ne studiarono i significati attraverso l’osservazione. Per la divinazione non ci si limitava ad ascoltare il gracchiare ma si osservava anche il posto, la frequenza del grido e l‘intensità. A questo si aggiungevano dettagli, ad esempio se l’animale volava a destra o a sinistra, con un volo alto o basso etc…

Non dobbiamo dimenticare che per molti popoli, come abbiamo visto, il legame tra il corvo e la predizione era proprio legato alla sua voce da cui scaturiva la profezia.

 

Conclusione

 

Inutile dire che il corvo non si è manifestato adesso per casualità.

I celti dedicarono a questo animale la luna piena che intercorreva tra gennaio e febbraio chiamata lunazione del ghiaccio o luna del corvo. Questo probabilmente perché nel mese di febbraio giungeva il corvo appartenente alla specie Corvus frugilegus che era un migratore e tornava in Europa in questo periodo. Pertanto, era facile sentirne il forte gracchiare nell’aria o osservarlo volare nel cielo.

Per questa ragione nell’indecisione su quale tema affrontare, mi si è presentato di fronte un corvo, e poi altri due, con una tale insistenza che non ho potuto ignorarne la richiesta.

 

 

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Bibliografia

Libri:

Andrew Ted, Segni e presagi del mondo animale, edizioni mediterranee, 2004
Cattabiani Alfredo, Volario. Simboli, miti e misteri degli esseri alati: uccelli, insetti e creature fantastiche, Oscar mondadori saggi, 200
Calzona Piero, Homo stupidens: Una disamina storico-antropologica sull’uomo e sulle religioni, Editore Meligrana, 2014
Niedner Heinrich, Mitología nórdica, Barcelona, Edicomunicación. 1997, pp. 5.3-55
Sax Boria, Corbeaux, Éditeurs Delancheaux et Niestlé, 2005
Taraglio Riccardo, Il vischio e la quercia, Edizioni Età dell’Acquario, 2001

web:

Langin Katie , Corvi, intelligenti più dei bambini, nationalgeographic.it, web
Lombardo Alberto, il simbolismo del corvo, Centro Studi la Runa; tratto da La Padania del 25 giugno 2000.web.

 

 

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